Sono nato il 7 Giugno 1980, in Camerun, a Fundong e vivo in Italia 7 anni.
Chi sono? Sono un pioniere della nuova integrazione, faccio parte di quelle figure nuove di stranieri appassionati della comunità italiana e della vita che si conduce in Italia. Sto bene dove mi trovo, voglio vivere e partecipare senza chiedere favori o “poltrone” e ritengo di essere abbastanza integrato ma... alcune problematiche mi fanno pensare che qui ancora “è tutto da rifare”!!
Come molti di voi sanno, io non sono nato in questo grande Paese.
Non sono qua da molto tempo, ma ho capito che questo paese va cambiato.
VERCELLI
Una città che mi ha dato la famiglia.
Una città che mi ha dato un'altra educazione.
Una città che mi ha dato possibilità di lavorare e di essere indipendente.
Una città che mi ha accolto e che, ancora oggi, mi fa sognare.
Una città in cui si trovano i miei migliori amici.
Ora sento di dover dare anch'io qualcosa a questa città, ma non posso farlo da solo. Lo so che siamo diversi perché proveniamo da paesi e culture differenti: sin dalla nascita esiste la diversità di ceto sociale e, purtroppo, anche di razza, ma, la vecchiaia ridimensiona tutti e ci rende fragili e impotenti allo stesso modo di fronte al dolore... Allora, se la mano che ti sorregge à di un altro colore, non ha più importanza.
C'è chi frequenta le scuole migliori e chi impara vivendo sulla strada, ma l'obbiettivo comune è quello di riuscire a realizzare qualcosa di buono nella vita, qualcosa che permetta, alla fine, a ciascuno di noi, di dire: “ne è valsa la pena”.
Questo mio sogno sovente si scontra con la mancanza totale di solidarietà; l'unica cosa importante oggi, è produrre ricchezza e potere soltanto per sé stessi. Poco importa se c'è vicino a noi chi muore di fame, basta voltare la testa e non guardare da quella parte.
Sovente dimentichiamo che la pietà e l'amore sono la vera forza dell'uomo. Queste qualità, purtroppo, spesso, non bastano a rendere le persone tranquille e serene, specialmente se vivono in una nazione che non conoscono e che è un po' ostile. Ho, quindi, pensato di concretizzare le mie competenze fondando un'associazione che venga incontro ai bisogni del mio prossimo. Un'associazione di assoluto volontariato e senza scopo di lucro, che aiuti chi è meno fortunato di tutti noi.
Spesso, in Italia, ci sentiamo dire che dobbiamo aspettare, che le cose cambieranno col tempo; ma è facile dire di attendere se non hai mai provato a vivere in una nazione dove vieni considerato un cittadino di serie B.
Vorrei ricordare all'Italia l'urgenza appassionata dell'adesso. Questo non è il momento in cui ci si possa permettere che le cose si raffreddino o che si usi il tranquillante del gradualismo.
Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia.
Questo è il momento di levarsi dall'oscura e desolata valle della segregazione, per intraprendere il sentiero radioso della giustizia.
Questo à il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell'ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza.
Questo è il tempo di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dio. Sarebbe la fine per questa nazione se non valutasse appieno l'urgenza del momento.
Questo particolare momento, segnato dalla legittima impazienza degli immigrati che vivono e lavorano in questa nazione per renderla migliore e perfetta, non finirà fino a quando non sarà stato raggiunto un tonificante periodo di libertà ed uguaglianza.
Il 2009 non è una fine, ma un inizio, non ci sarà in Italia né riposo né tranquillità fino a quando non sarà concessi a tutti figli di Dio i diritti di cittadinanza. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia.
Ma c'è qualcosa che debbo dire alla mia gente che si trova qui sulla tiepida soglia che conduce al palazzo della giustizia. In questo nostro procedere verso la meta non dobbiamo macchiarci di azioni ingiuste.
Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell'odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica.
Abderrahman Hamrouni (Abdel) è nato a Gabes in Tunisia il 12 marzo 1967, si trasferisce all'estero molto giovane. Esperto a livello internazionale di arti marziali, pratica sport per una ventina d'anni. Arriva in Italia nel 1989 dove svolge molti lavori, dal cameriere al tornitore, dal ruspista al marmista, fino a trasformare l'hobby del ballo latino americano in un lavoro. Da una quindicina d'anni, infatti, lavora come dj di musica latino americana. Il fatto di aver sempre vissuto in vari paesi gli ha insegnato ad accettare ed apprezzare la diversità di tutte le culture con cui entra costantemente in contatto e lo ha aiutato a capire i problemi che possono sorgere quando si vive in un paese straniero. Avendo vissuto questi problemi in prima persona ha sempre cercato di aiutare e sostenere, a titolo privato, chi si trovava in difficoltà, fino a decidere di impegnarsi maggiormente in questo suo proposito.
Per questo, ha deciso di fondare “Valori dimenticati”, per poter essere d'aiuto a italiani e immigrati nella comprensione reciproca, nella convinzione che ogni cultura, se accettata e capita, e non solamente tollerata in modo superficiale, è un arricchimento personale ed una crescita civile.
La cultura e le parole non possono essere fermate da frontiere stabilite dall'uomo, che, in questo modo, nega il diritto universale di essere se stessi. Solo quando riusciremo a unirci nelle nostre differenze sarà garantita la dignità di ogni essere umano. Il cambiamento deve partire dalle famiglie: siamo noi genitori che dobbiamo insegnare ai nostri bambini l'uguaglianza perché il domani è dei nostri figli. L'ignoranza e la povertà sono il vero nemico dell'uomo che le usa come armi contro se stesso. Anche le religioni che sono tutte “buone” e uguali nella sostanza, quando vengono strumentalizzate per ottenere il potere diventano armi illecite e persino devastanti.
Se fossero accantonate le diversità di religione, di colore della pelle, di razza, di cultura e se fossero rispettati i valori di uguaglianza, giustizia e umanità ci sarebbe la vera integrazione e il mondo sarebbe migliore.
Mi chiamo Fall Birahim, ho 41, sono nato in Africa, a Dakar.
Sono arrivato in Italia più di 10 anni fa, soprattutto per motivi economici. Infatti, sono nato da una famiglia numerosa formata da 12 persone, ed essendo io il primo figlio maschio, toccava a me aiutare ed affiancare i miei genitori, per dare una mano a tutti i miei familiari.
Da questo impegno, ho capito tante cose su come ci si deve relazionare e comportare con gli altri, sull'importanza di valori come il rispetto e la considerazione. Soprattutto ho imparato a dare aiuto a chiunque si trovi ad averne bisogno.
Arricchito da questa mia educazione ho deciso di comportarmi secondo questi principi e di mettere in pratica qui in Italia tutto quello che ho imparato in Africa.
Ho scelto, così, di fare il volontario, per coltivare gli insegnamenti dei miei genitori e per sviluppare i valori di amicizia integrazione, rispetto e civismo. Spero, con la complicità dei miei amici, le persone con cui condivido questa mia visione della vita, di mettere in pratica i miei propositi e di arrivare all'obbiettivo del bene comune per tutti i popoli.
Mi chiamo Olga Pushkar. Sono nata il 20 Luglio 1969 in Ucraina e dal 2000 risiedo in Italia.
Il mio impatto con questo Paese non è stato troppo brusco, perché conoscevo un pochino la lingua italiana e partivo da una buona cultura e formazione di base. Infatti, in Ucraina mi sono laureata in Pedagogia e ho lavorato per 11 anni nella scuola elementare.
Il mio lavoro era molto interessante, mi piaceva e, adesso che sono in Italia, mi manca molto perché, purtroppo, le mie attività lavorative qui non sono altrettanto soddisfacenti.
Così, per ottenere nuove soddisfazioni e sentirmi più utile, dal marzo 2003, presto servizio presso il Centro Servizi per il Volontariato come responsabile dello sportello Ucraina.
Il mio compito è quello di assistere gli stranieri nel reperire vari generi di informazioni riguardanti, ad esempio, il permesso di soggiorno, la cittadinanza, la legislazione italiana, o di aiutarli nei rapporti con gli Enti pubblici, le scuole, gli ospedali... Spesso mi occupo anche di consulenze che riguardano la loro vita privata.
In questi anni, la mia attività mi è servita per ampliare i miei contatti umani in un paese che per me è straniero e mi ha permesso di stringere amicizia con tante nuove persone. Inoltre mi è servito per aiutare mia figlia di 12 anni ad ambientarsi meglio e ad affrontare le sfide di tutti i giorni. Infatti, lei frequenta la scuola media in Italia in una classe che presenta parecchi ragazzi stranieri, di varie etnie, e io cerco di aiutarla ad inserirsi nella società italiana senza dimenticare le sue origini e a porsi in relazione con i coetanei di altre culture.
Anche per questo motivo, ritengo stimolante la collaborazione con Valori Dimenticati, perché mi permette di lavorare per il futuro dei giovani in un mondo sempre più imperniato di culture diverse che devono imparare la non facile arte di convivere, senza soprusi e violenze.
Questo tipo di associazione oggi è necessario, per poter vivere in una società multietnica, perché non è più possibile ritornare indietro di decenni quando i confini tra le nazioni erano decisi ed immutabili.
I tentativi di ritornare al passato sono ormai inutili e gli irrigidimenti culturali sono del tutto controproducenti, in quanto non aiutano la comprensione e l'accettazione reciproca, fondamentali nella nostra società per raggiungere una vera integrazione.
Mi chiamo Oscar Idiong, sono nato l’11/11/1961 a Ifa Okon, nello stato del Akwa Ibom in Nigeria. Ho preso la mia prima laurea in Fisica nel 1986 presso l’Università di Calabar in Nigeria. Dopo un periodo di training in informatica, ho lavorato presso la Data Sciences Nigeria LTD a Lagos, in Nigeria come ingegnere informatico hardware per 5 anni. Quel lavoro ha stimolato il mio interesse a compiere ulteriori studi nel campo dell’ingegneria elettronica e mi ha portato in Italia il 30 ottobre del 1995. Sono stato ammesso al 4° anno della Facoltà di Ingegneria all’università “La Sapienza” di Roma nel tardo 1997. Le provocazioni derivate dalla loro inutile burocrazia e dai protocolli di ammissione che si protraevano all’infinito mi hanno causato grandi disagi economici che mi hanno portato ad abbandonare quel programma di Laurea.
Nel 1998 ho completato con successo il mio master di specializzazione in Tecnologie Ottiche Avanzate presso l’AILUN a Nuoro, in Sardegna grazie alla borsa di studio del Ministero degli Affari Esteri. Ho anche un diploma in Gestione delle Risorse Umane ottenuto al Cambridge College in Gran Bretagna nel 1999.
Alla fine del corso sono arrivato a Vercelli grazie all’aiuto di don Luigi Longhi che, per tutta la vita, ha sempre aiutato e confortato chi ne ha avuto bisogno. Grazie a lui, tante persone, me compreso, sono state accolte e sostenute in momenti di difficoltà e hanno avuto un prezioso sostegno per affrontare la vita.
Oltre agli studi ho lavorato per alcuni anni con diverse aziende come la FIAT e la Gammastamp, e ho potuto, così, ricongiungermi con mia moglie e i nostri due figli che mi hanno raggiunto a Vercelli nel 2006.
Le esperienze che ho accumulato nei diversi settori dei miei studi, nei luoghi di lavoro e nelle mie relazioni socio-culturali da quando sono arrivato in Italia, mi hanno rivelato che c’é ancora molto da fare per l’integrazione degli immigrati in tutti gli aspetti della vita sul territorio italiano. I problemi e le difficoltà che gli stranieri devono affrontare nel loro nuovo ambiente hanno fatto sì che molte persone sensibili e interessate al tema si siano unite a formare associazioni no-profit per assistere coloro che hanno bisogno a inserirsi e a integrarsi nelle nuove realtà. AKINDI é una di queste associazioni e io la rappresento legalmente. Allo stesso modo agli stranieri é chiesto di imparare a ricambiare, a condividere le loro competenze e conoscenze per lo sviluppo del paese che li ospita, per farlo crescere in maniera positiva.
Il lavoro é grande e i lavoratori pochi. C’é bisogno di organizzazioni non governative e associazioni no-profit che creino una utile rete di contatti con una singolarità di scopo orientata verso l'integrazione interculturale e socio-economica in Italia.
E' in questo contesto che ho deciso di associarmi a Valori Dimenticati per esplorare e unire le nostre risorse mentali e materiali, per unire i nostri contributi e le nostre collaborazioni per la coesistenza armoniosa e pacifica nella diversità degli immigrati e dei cittadini autoctoni italiani ed europei. Il tutto in modo da lasciare la nostra eredità nella sabbia del tempo per la nostra generazione e quella non ancora nata.
Viva la Repubblica d'Italia.
Sono Gilles Foko Tonkam nato nel 1982, a Douala in Camerun. Dopo la maturità nel 2002, con il desiderio di conoscere e di imparare cose nuove per affrontare il mondo della globalizzazione, ho deciso, con l'aiuto dei miei genitori, di proseguire i miei studi in Italia.
In effetti, avendo conseguito 2 diplomi scientifici, (uno in Camerun e l'altro in Ciad), avrei potuto iscrivermi con più facilità in un'università francese, anche per una questione di lingua. Però le mie preferenze sono andate verso altri Stati, tra cui l'Italia, per potermi confrontare con un altro tipo di cultura. Così, mi sono trasferito a Vercelli appoggiandomi ad un caro amico e compaesano che avevo già conosciuto in Camerun. Mi sono iscritto all'università del Piemonte Orientale, alla facoltà di Economia dove sto per terminare il mio percorso di studio.
Durante tutto questo tempo, ogni giorno per me è stato ricco di nuove esperienze, di nuove difficoltà, di nuove sfide, ma soprattutto di nuove opportunità per affrontare la vita, (quella universitaria e quella del lavoro ) con tanto coraggio e determinazione.
Così, niente è stato facile all'inizio, ma con il desiderio e la determinazione di andare sempre avanti, nutrivo dentro di me la speranza che ne sarei uscito vincitore.
Diventato più forte e consapevole delle mie possibilità, ho deciso di dare il mio aiuto collaborando con diverse associazioni di volontariato, soprattutto per agevolare l'integrazione degli immigrati.
Con l'associazione Diaspora, ho potuto aiutare i ragazzi, gli studenti prendendo, ad esempio, accordi con la Caritas e altre associazioni per ottenere aiuti alimentari da distribuire a chi ne aveva bisogno nonché organizzando corsi di lingua italiana.
Da quest'anno collaboro con Valori Dimenticati, perché ritengo che sia sempre utile ed importante continuare ad impegnarsi per aiutare non solo chi è studente come me, ma tutti gli immigrati che si trovano in difficoltà.
Questa è un'epoca di globalizzazione in cui nessuno può scegliere di vivere racchiuso su se stesso.
Il vento della conoscenza e del sapere mi sembrano essere i mezzi mediante i quali questa realtà troverà la sua vera quintessenza.
In questa sezione puoi trovare documenti in formato pdf di cui potresti avere necessità.
Guarda la nostra galleria fotografica...

L'associazione ha sede presso il
CENTRO SERVIZI
PER IL VOLONTARIATO (CSV) di Vercelli
Via G. FERRARIS N°73
telefono 0161 503298
Martedì dalle ore 11 alle 15
Mercoledì dalle ore 11 alle 15
Venerdì dalle ore 11 alle 15